Disturbi psicosomatici

Psicologia e Psicoterapia Tra Corpo e PsicheSINTOMATOLOGIA

“Viviamo nel nostro corpo dal momento in cui nasciamo, eppure, proprio perché fa parte di noi, è la parte di noi che ri-conosciamo di meno. Lo diamo per scontato. Solo quando la funzionalità perde colpi, ovvero si manifesta il dolore, la malattia, eccoci a correre per consultare manuali di medicina per capire qualcosa in più di ciò che sta accadendo.”

Le parole del professore Bruno Bonvecchi (2010) incarnano bene ciò che accade a chi soffre di un disturbo psicosomatico.
Ma cosa si intende per somatizzazione?
Lipowski (1988) definisce la somatizzazione come “la tendenza a provare e a comunicare sofferenza psicologica sottoforma di sintomi fisici e a cercare aiuto medico per questi”. La somatizzazione non esclude la presenza di un disturbo medico-internistico, che al contrario, aumenta la probabilità di comparsa del comportamento abnorme di malattia (Lipowski,1975; Fava e Sonino,2009, idem). I sintomi funzionali somatici spesso sono la conseguenza di una aumentata attività fisiologica o endocrina in risposta a situazioni emotivamente stressanti. Gli esempi più frequenti sono l’incremento delle contrazioni della muscolatura liscia (soprattutto del tratto gastrointestinale) e striata, della conduttanza elettrica o del rilascio del cortisolo. Lo stress emotivo inoltre può indurre cambiamenti comportamentali che si traducono in alterazioni di parametri fisiologici e biochimici (Kellner, 1990). La relazione tra somatizzazione e disturbi di ansia e disturbi dell’umore è particolarmente evidente. E’ stato ipotizzato che il disturbo di panico e quello d’ansia generalizzata siano una delle cause più frequenti del processo di somatizzazione (Kellner, 1991). Il Disturbo da Attacchi di Panico (DAP) è il disturbo di ansia con il più alto numero di sintomi somatici funzionali a carico di vari organi e apparati (APA,2000).
E’ riconosciuta una relazione fra disfunzione gastrointestinale e disturbi psico-emotivi. Considerando i soggetti che si rivolgono ad un reparto di gastroenterologia, la prevalenza dei disturbi di ansia è doppia nei pazienti con malattie funzionali dell’intestino (ad esempio, Sindrome dell’Intestino Irritabile) rispetto a chi soffre di una patologia infiammatoria cronica (ad esempio, Morbo di Chron, Rettocolite ulcerosa) (Drossman et al., 2000, in Grandi et al., 2011). Porcelli e coll. (2000, in Grandi et al., 2011) hanno studiato 190 pazienti con malattia gastrointestinale funzionale e hanno osservato che il 14,7% aveva almeno un disturbo di ansia. L’associazione fra Sindrome dell’Intestino Irritabile e Disturbi di Ansia è molto frequente (Walker et al.,1995;Blanchard et al.2004) e rende i sintomi gastrointestinali più gravi e disabilitanti. In una analisi dei dati dell’Epidemiologic Catchement Area (ECA) (n=13537), i soggetti con Disturbo da Attacchi di Panico hanno presentato un rischio di Sindrome dell’Intestino Irritabile circa 5 volte superiore rispetto a chi non aveva questa diagnosi (Lydiard et al.,1994).

COME AFFRONTARLO
Prima di iniziare un programma psicologico è indispensabile effettuare una visita medica per escludere che vi siano dei disturbi organici o sostanze che producano sintomi simili all’ansia. Oppure, anche se esiste un problema ansioso di natura psicologica, per accertarsi che non vi sia sovrapposto un problema di tipo medico.Quando ci si reca dal medico è importante segnalare i sintomi, le circostanze in cui si presentano, se si soffre di qualche disturbo fisico e sottoporsi ad accurata visita medica. L’ipertiroidismo, i disturbi del ritmo cardiaco (aritmie), come pure alcune malattie del sistema nervoso (ad es. l’Alzheimer), possono determinare dei sintomi simili ad uno stato ansioso di origine psicologica. Allo stesso modo, se possibile, sarà opportuno modificare eventuali terapie che contengono sostanze eccitanti.

COSA POSSO FARE PER TE
Nella mia attività clinica mi occupo di disturbi psicosomatici, in particolare degli aspetti psico-emotivi della persona con disturbi di tipo psicosomatico riversati sull’apparato gastrointestinale (gastrite psicosomatica, colite spastica psicosomatica…), sull’apparato cardiocircolatorio (tachicardia, aritmie, ipertensione essenziale…), apparato respiratorio (asma bronchiale, sindrome iperventilatoria…), apparato urogenitale (dolori mestruali, impotenza, eiaculazione precoce, anorgasmia, enuresi), sistema cutaneo (la psoriasi, l’acne, la dermatite psicosomatica, il prurito, la secchezza della cute e delle mucose, la sudorazione profusa), sistema muscoloscheletrico (la cefalea tensiva, o mal di testa, la stanchezza cronica, il torcicollo, la cefalea nucale) e alimentazione. Collaboro con specialisti medici (cardiologo, dermatologo, gastroenterologo, urologo, neurologo, psichiatra) e nutrizionisti. Ai colloqui clinici integro tecniche psico-corporee di bioenergetica individualizzate e personalizzate, attraverso cui non solo le parole, ma anche il corpo, è protagonista attivo nella psicoterapia.

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