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Postato da Mariella Bruno il 16 Febbraio 2015
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Ci si sente «come un pneumatico sgonfio». È la depressione, malattia dall’altissimo costo sociale. Ne parliamo con la psicologa e psicoterapeuta specialista in analisi bioenergetica Maria Bruno, intervista a cura della giornalista Cosima Borrelli per la rivista Extramagazine.
Per alcuni approcci psicologici è fondamentale puntIntervista sulla depressioneare  l’attenzione sulla persona portatrice di disagio psico-emotivo in senso olistico (olos, dal greco “tutto intero”) ossia come integrità di psiche e corpo, perché è proprio lì, tra corpo e psiche, che la sofferenza cerca accoglienza e riconoscimento: questo dimostra che il rapporto armonico mente-corpo è fondamentale per il benessere psicofisico. Dottoressa Bruno, alla luce di tale considerazione, può dirci come la psiche è connessa con il corpo fisico?
«Tra il corpo e la psiche, come in un limbo, le emozioni cercano accoglienza e riconoscimento… queste parole incarnano bene la scoperta, o riscoperta, della persona nella sua totalità, l’essere anche corpo e non solo testa.  La patologia, la sofferenza, le emozioni sospese… restano incagliate, proprio come in un limbo, in attesa di essere accolte, riconosciute, espresse e “trasformate”. La sospensione nel limbo psico-corporeo può comprendersi poichè il nostro corpo può esprimersi o reprimersi attraverso la sua muscolatura ed il tipo di movimento che compie, ma non solo attraverso questo. Le ricerche sullo stress ad opera di Selye nel 1936, hanno gradualmente condotto alle attuali ricerche in campo di neuroscienze e in particolare della PNEI (Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia). La ricercatrice del NIMH, scopritrice delle endorfine e dei neuropeptidi, Candace Pert, sostiene infatti che “bisogna parlare di mente-corpo come di un’unica entità integrata”. Oggi è scientificamente provato come occorre finalmente “abbandonare lo sguardo dell’anatomista che, da secoli, taglia e separa l’organismo umano in compartimenti, edificando discipline scientifiche e pratiche cliniche non comunicanti tra loro. […] Si sono identificati i collegamenti tra cervello, sistema endocrino e sistema immunitario […]. Adesso i canali di collegamento tra psiche e soma e le molecole mediatrici di questo rapporto (neuropeptidi) sono state identificate.” (tratto da Psiconeuroendocrinoimmunologia, Bottacioli F.). Pertanto, come ancora sostiene la ricercatrice Candace Pert: “I neuropeptidi sono come pensieri trasformati in materia.” (tratto da Molecole di Emozioni, Pert, C.). In tale ottica olistica, la PNEI si correla alla psicoterapia psico-corporea in qualità di integrazione tra medicina e psicologia, attraverso un modello mente-corpo in cui la persona è l’insieme dei suoi processi psichici, nervosi, endocrinologici, immunologici. I nostri pensieri, le nostre emozioni e i nostri comportamenti interagiscono continuamente con le cellule e i tessuti del nostro corpo, influenzando così il nostro sistema energetico e contribuendo al malessere o al benessere, contribuendo alla malattia o alla salute.
L’esempio più immediato del rapporto corpo-psiche è dato dalle nostre emozioni. Quando ad esempio siamo arrabbiati o ci sentiamo feriti o ancora ci sentiamo ansiosi o impauriti, iniziamo a esprimere queste emozioni con tutta la nostra persona e la nostra modalità più immediata di espressione di tali emozioni è la contrazione muscolare di alcuni segmenti corporei. A volte, queste contrazioni possono cronicizzarsi nella persona e quindi la  contrazione muscolare può esprimere la non espressione di una emozione o comunque il vissuto della persona stessa. Ognuno di noi porta nel proprio corpo la propria storia di vita.
L’Analisi Bioenergetica lavora sul rapporto corpo – personalità e pertanto sulla liberazione dell’energia imprigionata nelle tensioni muscolari come espressione di sentimenti repressi; per tal motivo ogni espressione fisica del proprio corpo assume un significato nella storia della  persona. La rigidità fisica va ad interferire e prevenire una risposta unitaria alle situazioni (De Marchi, Lo Iacono, Parsi, 2006). La quantità di energia che un individuo impiega e il modo in cui la impiega determina necessariamente la sua personalità e si riflette in essa. Questo rapporto è chiaro nella persona con disturbo depressivo, dato che la depressione si osserva e si sente a livello energetico. Studi cinematici dimostrano che la persona sofferente di depressione fa solo la metà dei movimenti spontanei eseguiti normalmente dall’individuo non depresso (Lowen, 1975). In genere la persona ha la sensazione che gli manchi l’energia per muoversi, accade che spesso si lamenta di sentirsi priva di forze senza tuttavia essere stanca. La depressione del livello di energia si manifesta nella diminuzione di tutte le funzioni energetiche della persona. Risultano depressi la respirazione, l’appetito, la pulsione sessuale. Come disse un uomo durante l’ultimo seminario sulla depressione: E’ come essere un pneumatico sgonfio! Non si ha più l’energia per sviluppare interessi di alcun tipo».

Dottoressa, cos’è la depressione e che rapporto intercorre tra essa e gli eventi della vita? 
«La depressione, come disturbo depressivo primario, è una alterazione dell’umore caratterizzato da un insieme di sintomi cognitivi, comportamentali, somatici, affettivi e relazionali che, nell’insieme, inficiano in maniera lieve o grave il funzionamento individuale e sociale della persona. L’alterazione dell’umore può essere in senso depressivo (caduta del tono dell’umore) oppure in senso maniacale (umore esageratamente euforico), determinando così stati depressivi unipolari e bipolari. Nel seminario ho focalizzato l’attenzione sulla Depressione Unipolare e in particolare sull’Episodio Depressivo, sul Disturbo Depressivo Minore e Maggiore. Occore tener presenti alcuni  campanelli di allarme:
umore depresso per la maggior parte del giorno;
marcata diminuzione d’interesse per le attività quotidiane (alzarsi da letto, lavarsi, andare a lavoro ecc.);
significativa perdita o aumento di peso, oppure perdita dell’appetito;
insonnia o ipersonnia (difficoltà nell’addormentarsi, difficoltà nel riaddormentarsi, svegliarsi insolitamente presto al mattino ecc.)
agitazione o rallentamento psicomotorio;

riduzione dell’energia, faticabilità (ad es.è più faticoso svolgere attività quotidiane);
sentimenti di autosvalutazione o colpa eccessivi o inappropriati (a volte possono raggiungere anche dimensioni deliranti);
ridotta capacità di pensare e concentrarsi o indecisione (a volte possono esservi disturbi della memoria);
pensieri ricorrenti di morte, ideazione suicidaria o tentativi di suicidio.
A volte non si è consapevoli dell’umore depresso o triste e ci si può lamentare di diffuse algie, sintomi fisici e dolori corporei. La depressione mascherata infatti ha come canale espressivo il corpo. La persona può anche sperimentare maggiore  irritabilità per cose di poco conto. Questa alterazione dell’umore è in stretta connessione con alcuni eventi della vita che potrebbero comportare un significativo rischio di depressione: perdita di persone amate e significative, perdita del lavoro o trasferimenti, cambiamenti di ruolo e posizione (pensionamento o cambiamenti nel lavoro o in famiglia), conflitti, difficoltà economiche o  super-lavoro, mancanza di supporto sociale, professioni d’aiuto (ad es.: assistenza ai malati). Tuttavia tale correlazione con gli eventi della vita non è la sola a essere causa, o concausa, dello stato depressivo poichè le sue origini sono multifattoriali (fattori genetici, biologici, evolutivi, tratti caratteriali, stili di vita, eventi della vita precoci o prossimi)».
Come riconoscere una depressione vera rispetto a un semplice periodo ‘no’?
«La depressione ha alcuni campanelli d’allarme specifici, i quali differenziano la depressione dal “periodo no” o dalla tristezza che possiamo vivere in seguito a un evento. La tristezza infatti è una emozione naturale, che noi tutti abbiamo il bisogno di vivere e di esprimere nella nostra vita. La differenza tra tristezza e depressione consiste nell’adeguatezza, nella durata e nell’intensità con cui si vive questa emozione. Se il periodo di tristezza si protrae per molti giorni e settimane, ci si ritira pian piano dalla vita sociale, si fanno le cose quotidiane con maggiore fatica e questo stato interferisce nella nostra vita in maniera significativa, allora la nostra tristezza sta divenendo disfunzionale. Questo stato potrebbe essere indicatore di un possibile episodio depressivo. Ma è bene non fare pseudodiagnosi fai-da-te, per evitare ulteriori complicanze. Occorre rivolgersi al proprio medico di fiducia o allo specialista esperto nella problematica».

Lo scatenarsi della sofferenza depressiva non ha quasi mai una sola causa: fattori psichici, emotivi, sociali concorrono alla nascita di questo malessere profondo, a volte difficile da riconoscere. Quali consigli darebbe a chi manifesta i primi sintomi?
«Nel momento in cui si riconoscono i primi campanelli d’allarme (in se stessi o in chi ci sta vicino) è bene rivolgersi al proprio medico di fiducia o direttamente agli specialisti ovvero psicologi, psicoterapeuti, psichiatri e neurologi. Spesso la società, soprattutto nei piccoli paesi, tende a giudicare “pazzo” chi si rivolge ad uno specialista della psiche. Ed è questo il motivo principale dei miei seminari e convegni che organizzo periodicamente nella nostra provincia jonica: informare e sensibilizzare. Perché informando e sensibilizzando gli animi e le menti è possibile anche poter prevenire alcuni disagi psico-emotivi. Le possibilità di recupero psico-socio-corporeo sono molto buone, soprattutto se lo stato depressivo è trattato sin dai primi campanelli d’allarme».
Il “Male Oscuro” non conosce discriminazioni, tuttavia da ciò che  appare dalle statistiche, sono più numerose le donne che soffrono di depressione rispetto agli uomini, secondo lei è così?
«Sì, per le donne il rischio di sviluppare, nel corso della vita, il disturbo depressivo maggiore è più alto. Varia dal 10% al 25% per le donne e dal 5% al 12% per gli uomini, in campioni di comunità, mentre gli indici di prevalenza stimati negli adulti in campioni di comunità variano dal 5% al 9% per le donne e dal 2% al 3% per gli uomini, senza apparenti differenze per etnia, educazione, reddito o stato coniugale (APA, 2001). Le differenze di genere possono essere legate a fattori ormonali, basti pensare alla depressione adolescenziale o in menopausa, ma ritengo importante soffermarmi sulla fisiologica e culturale differenza tra uomo e donna. Tendenzialmente le donne, rispetto agli uomini, esprimono diversamente la sofferenza psico-emotiva, ricercando maggiormente aiuto. L’uomo invece tende a somatizzare maggiormente e ad esprimere la sofferenza psico-emotiva “scegliendo inconsapevolmente” altre vie (somatizzazione), forse maggiormente accettabili socialmente. Sarebbe interessante a tal proposito poter sentire l’opinione delle donne e degli uomini in relazione al loro rapporto con le proprie emozioni».
Ormai atavica, la polemica tra corpo e psiche anche quando si parla di guarigione dalla depressione. Alcuni sostengono che soprattutto attraverso i farmaci si possa trovare una reale via di guarigione, altri difendono a spade tratta l’utilità della psicoterapia e attaccano l’efficacia farmacologica, ma parlare di queste divisioni appare anacronistico.Quali sono i rimedi per chi soffre di depressione?
«Il Disturbo depressivo, essendo una alterazione dell’umore caratterizzato quindi da un insieme di sintomi cognitivi, comportamentali, somatici, affettivi e relazionali, può influenzare in maniera lieve o grave il funzionamento individuale e sociale della persona. Nelle depressioni lievi, la psicoterapia potrebbe esser sufficiente per risvegliare le energie vitali della persona. Ogni storia di vita è a sé, pertanto ciò che esprimo non sostituisce il parere del medico o specialista di fiducia di alcuna persona. Nella depressione moderata e grave invece ritengo sia importante l’integrazione tra psicoterapia e farmacoterapia, poichè la depressione è caratterizzata anche da una disregolazione neurotrasmettitoriale, la quale soprattutto nelle depressioni gravi deve essere necessariamente regolata per poter poi intraprendere un percorso di psicoterapia.  Il ristagno delle energie vitali del proprio corpo, come in una sorta di collasso energetico interno, necessita di essere ricanalizzato fluidamente in tutto il corpo, ed in tal senso il trattamento psicoterapico è orientato al sostegno psicologico e al successivo “sblocco” di quelle energie emotive profonde e ristagnate che limitano seriamente la possibilità di sperimentare il piacere e la gioia di vivere. Lavorando con la persona in senso olistico ed integrato, è possibile poter agire sia a livello verbale, sia a livello corporeo ed emotivo. E data la nostra neuroplasticità,  tutto in noi può cambiare perchè tutto è in trasformazione e in continuo divenire!».
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Mariella Bruno
Mariella Bruno
Mariella Bruno è psicologa e psicoterapeuta nella provincia di Taranto, Puglia, Italia. Specializzata nella cura dei disturbi di ansia, panico, stress, public speaking e comunicazione efficace.

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Dott. Mariella Bruno

Per la cura dei disturbi di ansia, panico, stress, crisi emotiva e di relazione, public speaking e gestione dello stress.

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      Dott.Roberto De Falco

      Dott.Roberto De Falco

      Sono il dott. Roberto De Falco, psicologo formato in neuroscienze e neuropsicologia cognitiva.

      Cresciuto giá nei primissimi anni di vita in ambienti di volontariato sanitario assieme alla mia famiglia, ho sviluppato negli anni una forte sensibilità nel supporto umanitario. Questa dedizione mi ha portato poi ad approfondire le conoscenze in maniera più professionale con competenze universitarie.
      Mi occupo principalmente di valutare e recuperare tutte quelle difficoltà cognitive che possono accompagnarci sin dai primi anni di vita fino all’ etá senile, quali attenzione memoria apprendimento linguaggio orientamento, per motivi di studio, lavoro o recupero da qualsiasi danno cerebrale.

      Mi occupo inoltre di psicologia della salute, che permette di indagare le varie sfumature della salute psico-fisica, permettendo, attraverso la collaborazione con altri colleghi psicologi o medici di ottimizzare la tua qualità di vita.

      Studioso di musica, fisica quantistica e tecniche di medicina olistica integrata quali ” tecniche del suono” che abbinate a sessioni di training autogeno e mindfullness si rivelano molto utili nel trattamento dell’ ansia, stress generalizzato, disturbi del sonno e somatizzazioni.

       

      Dott.Osvaldo Burattini

      Medico chirurgo

      Specializzato in Cardiologia Interventistica

       

      Da sempre appassionato agli studi scientifici, mi sono avvicinato al mondo della medicina per vicissitudini familiari per cui ho sempre aspirato ad essere un cardiologo.

      Dopo il diploma di Maturità Scientifica (voto: 100/100) mi laureo in Medicina E Chirurgia (voto: 110/110 cum laude) – Università degli studi Di Bari “Aldo Moro” con tesi sperimentale in Malattie dell’Apparato Cardiovascolare dal titolo “Ruolo dell’inquinamento ambientale sulla malattia cardio-cerebrovascolare: studi di epidemiologia sulla popolazione di Modugno. Dati preliminari” e mi abilito all’esercizio della professione medica presso l’Università degli Studi di Bari ed iscrizione all’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Bari (MAT. n. 15411). Successivamente mi specializzo in malattie dell’Apparato Cardiovascolare presso l’ Università degli studi Di Bari “Aldo Moro” (voto 70/70 cum laude) con tesi sperimentale dal titolo “Emostasi di accesso femorale 14-Fr mediante singolo dispositivo dedicato “a sutura” in pazienti sottoposti a TAVI: Sicurezza, fattibilità e curva di apprendimento”. Attualmente frequento il master di II livello ““Percutaneous interventional treatment of structural heart diseases” presso la Scuola Supriore Sant’Anna di Pisa.

      Durante la mia specializzazione ho scelto  di intraprendere l’ultraspecializzazione in ambito interventistico per l’impareggiabile emozione di salvare una vita umana.

      Per approfondire tale branca, ho affrontato un periodo di intensa formazione professionale c/o la Casa di Cura Montevergine di Mercogliano (da anni fra i leader italiani per numero di procedure cardiologiche inteventistiche) dove ho eseguito da primo operatore procedure di angioplastica coronarica, angioplastica carotidea e periferica (arterie femorali, succlavie e renali) oltre che partecipare attivamente agli interventi di trattamento percutaneo delle cardiopatia strutturali (valvulopatie, endoprotesi aortiche, chisura dell’auricola sinistra e chiusura del forame ovale pervio) sui quali si concentra il gruppo di attività scientifica ed il Master a cui sono attualmente iscritto presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

      Inoltre, durante la mia permanenza in Campania, ho approfondito l’attività di terapia Intensiva Cardiologica nella stessa struttura sopra citata ed ambulatoriale presso il Centro medico convenzionato Convezionato CMC di Ischia dove effettuavo visite cardiologiche, Holter ECG delle 24 h, Ecocardiogrammi e Test da sforzo.

      Da Settembre 2021 sono Cardiologo Emodinamista presso l’ospedale SS. Annunziata di Taranto dove eseguo autonomamente interventi di angioplastica coronarica in urgenza (primaria) ed in elezione oltre che chiusure di forame ovale pervio.

      Attualmente ho eseguito da primo operatore più di 100 angioplastiche primarie in urgenza e più di 1000 angioplastiche coronariche in elezione.

      Dott.Marco Papalino

      Esperto in esordi di patologia psichiatrica, Disturbi d’ansia, Disturbi dell’Umore, Disturbo Ossessivo-Compulsivo, Disturbi correlati ad eventi traumatici, Disturbi Psicotici, Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, Disturbi di Personalità.

      Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro dove mi sono specializzato in Psichiatria con votazione massima con lode.
      Ho frequentato, inoltre, la scuola di Psicoterapia, della durata quadriennale, ad indirizzo Cognitivo Post-Razionalista (IPRA) specializzandomi con lode e il primo livello di EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing).
      Ho una lunga esperienza nell’individuazione degli stati mentali a rischio nei giovani, nel trattamento di esordio della patologia psichiatrica nonché nella divulgazione del concetto di salute fisica nei soggetti affetti da patologia mentale, con partecipazione a diversi progetti nazionali e internazionali.

      Nel 2020 ho lavorato come consulente psichiatra presso la sede pugliese della Sovraintendenza Sanitaria Regionale dell’INAIL per la valutazione degli eventuali postumi psichiatrici (disturbi d’ansia, attacchi di panico, reazioni di adattamento, disturbo post-traumatico da stress) secondari alla positività al Sars-CoV-2.
      Sono co-autore di numerose pubblicazioni internazionali a cura del Gruppo di Neuroscienze Psichiatriche del Policlinico di Bari, con particolare attenzione all’eziopatogenesi dei disturbi psichiatrici e predizione della risposta al trattamento.

      Nel mio approccio al paziente ho a cuore la necessità di creare un rapporto di fiducia e condivisione che sia basato sull’ascolto attivo delle esigenze del paziente al fine di stabilire un clima sereno, positivo e accogliente; da questo assunto parte il mio incontro con l’interlocutore, in una pratica clinica che, grazie all’integrazione della terapia farmacologica e di un approccio psicoterapeutico, mira alla restituzione del completo benessere mentale.

      Dott.ssa Alessandra Anatilopan, posturologa

      Postura respiro nel disturbo di panico

      Dietro gli occhi di ogni mio cliente c’è un anima che ha qualcosa da raccontare… l’anima può SENTIRE l’amore, la delicatezza, la vera presenza, il profondo rispetto…  ma anche paure.
      Di fatti L’emozione che tutti meglio conosciamo, è la paura di morire, di soffrire, di non farcela, di rimanere soli, di vivere, di ammalarsi, di non avere più via d’uscita, di non essere considerati, di non essere all’altezza… paura del presente e del futuro, paura di invecchiare ecc…
      Alla paura le diamo,così, il potere di entrare nel nostro sistema vitale e abbassare l’energia presente…predisponendoci a malattie e dolori, quindi affacciandosi alle finestre della POSTURA…!
      È un’anima che ha vissuto esperienze, forse più di quelle che pensiamo e un’anima che sente, che percepisce, che soffre più di quanto immaginiamo, di fatti OGNI SOFFERENZA SI RIFLETTE SULLA POSTURA CHE SI PUÒ CHIUDERE, IRRIGIDIRSI, PIEGARSI ma soprattutto può bloccare IL RESPIRO nel tentativo di continuare a vivere… nonostante tutto!
      È l’anima che abita in quel corpo che ci chiede aiuto per i dolori per cui soffre, che altro non sono che il risultato finale di uno squilibrio… a volte emotivo, a volte meccanico-posturale e molte altre volte …..da scoprire !!…ricercandone le cause!
      Ed è qui che entra in azione la mia conoscenza PANCAFIT e il suo metodo applicativo!
      Le posture decompensate del metodo RAGGI offrono al corpo e all’anima in esso “imprigionata” di localizzare e sentire… affrontare, comprendere e liberare le tensioni nel respiro (diaframma) recuperando libertà, scioltezza e benessere psicofisico…
      Ovviamente non mi occupo di psicoterapia, ma di espressione corporea.

      IL CORPO PARLA, LA POSTURA MIGLIORA, IL PAZIENTE STA MEGLIO.

      Dott.ssa Mariella Bruno

      Conosco bene gli attacchi di panico.

      E no, non semplicemente come psicologa.

       

       

      E’ estate ed il cielo su di me è sereno. Mi diplomo con il massimo dei voti, supero due concorsi, a Bari e a Roma, per entrare alla Facoltà di Psicologia e così, ho anche l’opportunità di scegliere dove proseguire i prossimi anni della mia carriera universitaria. E poi, un fidanzato così amorevole, con cui condivido già 4 anni della mia adolescenza…

      Sembra tutto così bello! Vero?!

      Improvvisamente l’aria diventa pesante, come se un gas tossico stesse incupendo la stanza in cui mi trovo. Sono in struttura sanitaria di Taranto ed ho accompagnato mia madre ad una delle tante visite mediche di questi anni. Il cuore palpita con sempre più veemenza, le mani si gelano e l’anima si gela come se stesse a meno 20 gradi e la testa prima di diventare vuota, mi gira, mi gira e mi gira…

      “Non sto bene!”, con delicatezza, nonostante la violenza dei miei sintomi, chiedo aiuto a chi è intorno a me. Non ho paura. Ancora no.

      Alcune persone, mi fanno stendere a terra e mi invitano ad alzare le gambe, mi danno un cioccolatino e resto sdraiata per un po’…

      Ecco, questo è il mio primo attacco di panico.

      Che è come il primo amore! …non si scorda mai!

      Ma non fu questo quello più violento. Fu solo un assaggio…

      Inizio ad avere attacchi di panico ricorrenti ed inaspettati al punto che non percepisco più parti del mio corpo, come se non stessi più nel mio corpo, mentre il respiro si blocca al petto e non scende giù.

      Con le mani gelide e tremanti sul petto, dico a chi è lì con me: “Sto soffocando!” allora cerco di respirare più intensamente e ancora più intensamente per prendere aria, ma più respiro intensamente e più l’aria mi manca!

      Le mie labbra tremano, sono violacee come le mani ed i piedi, sudo freddo e il cuore tachicardico non si ferma più. Il corpo trema, continuo a sentire freddo e all’improvviso una vampata di terrore.

      Angoscia di morte.

      Pronto Soccorso, goccine, sfiacca sul letto e poi, punto e a capo.

      Sopravvivo quattro anni così: tra pronto soccorso, calmanti e energia altalenante.

      Non mi fermo molto ad ascoltarmi. In realtà non me lo chiedo proprio. Non me l’ha insegnato nessuno e non ne vedo l’importanza.

      Così il mio corpo continua a parlarmi, ma ancora non lo ascolto.

      Quindi decide di urlarmi!

      Ripetuti attacchi di panico con derealizzazione e depersonalizzazione mi portano a vivere nella “paura della paura”. Evito luoghi affollati, strade troppo ampie, strade troppo chiuse, di guidare o viaggiare sola.

      “Ho bisogno di aiuto!”

      La diagnosi di Disturbo da Attacchi di Panico mi giunge quando decido di consultare uno psichiatra. Inizio ad assumere antidepressivi e ansiolitici. Il mio corpo cambia di nuovo.

      Sembra iniziare ad andare meglio, tuttavia il sottofondo angosciante è pesantemente sempre dentro di me.

      Mi laureo con il massimo dei voti mentre nel mio corpo circola Entact e Lorazepam.

      Nonostante la terapia farmacologica, non posso dire di stare bene. Sì, sto meglio ma non sto bene.

      Così, una sera mentre sono a visita ginecologica, il mio ginecologo poco prima di salutarmi, mi lascia un numero di telefono e mi suggerisce di rivolgermi ad uno psicoterapeuta.

      Da qui… la mia graduale, sofferta ed amata rivoluzione.

       

      .

      .

      Sono Mariella Bruno, psicologa e psicoterapeuta. Mi laureo all’Università degli Studi di Bari e mi specializzo presso l’Istituto PsicoUmanitas con sede centrale a Roma. Ma prima frequento un anno di Analisi Transazionale in Campania, che non posso proseguire per questioni economiche. Nel frattempo scopro una innovativa scuola di formazione per psicoterapeuti, casualmente (…che poi, esiste il caso?!) proprio nella mia città, Taranto. Wow!

      Un percorso professionale, che poi scopro esser soprattutto personale, dove il corpo è al centro della “cura” in ambito psicoterapico.

      Mi incuriosisce! Proprio il corpo che era stato “violentato e desensibilizzato” dagli attacchi di panico!

      Mi diplomo in Psicoterapia Umanistica e Bioenergetica e proseguo la mia analisi personale con il prof.Antonio Lo Iacono. Due volte al mese sono a Roma per sentire il mio corpo ed integrarlo alla mia mente iperattiva, bramosa di stimoli sempre nuovi.

      Con Antonio ho imparato ad “esser-ci”, negli intervalli più bui ad accogliermi. Grazie a lui, ho sentito poteva essere possibile sposarmi. Sino a quel momento temevo il “per sempre”.

      Non mi fermo qui…desiderosa di conoscenza, mi specializzo in Psicologia Giuridica e inizio a collaborare con avvocati per CTP ma subito sento non esser la mia strada.

      Così inizio a chiedermi

      “Cos’ha valore per me? Per cosa vale la pena vivere ogni singolo giorno della mia vita?”

      Ecco, due sono i grandi valori della mia vita.

      La mia famiglia e il mio lavoro.

      E nel mio lavoro, inizio a dedicare la parte più creativa di me nello scoprire come aiutare persone che soffrono di disturbo da attacchi di panico a riprendere in mano la propria vita. Frequento corsi con orientamenti diametralmente opposti, dal cognitivo comportamentale, al gestaltico, allo strategico sino ad approdare all’E.M.D.R.

      Inizio a creare un mio protocollo d’intervento, dove integro tutte le tecniche apprese…e dove ogni giorno mi rendo conto che la tecnica regina non è altro che la relazione che si crea tra me e la persona di fronte a me.

      È la relazione che cura.

      Nel frattempo inizio a sentire una forte attrazione verso la divulgazione di ciò che ho appreso, non solo al singolo ma a più persone. Così lavoro come formatrice. Formo professionisti, aziende e pubbliche amministrazioni a saper gestire al meglio lo stress, l’ansia e a saper comunicare in modo efficace per raggiungere la propria autorealizzazione.

      Mi specializzo in Analisi Transazionale Organizzativa TAP-O a Roma, presso Human Value Seminari Romani di AT e lo stesso anno conseguo due corsi di alta formazione in Public Speaking.

      Inizio a divulgare gratuitamente contenuti di psicologia, con particolare riferimento al panico e allo stress, sui social…e così un pomeriggio, mi arriva una mail.

      Apro e leggo un invito a collaborare con una emittente televisiva.

      Penso: “Mah, vorranno invitarmi come ospite a parlare dell’emergenza Covid e ricadute psicologiche!”

      Vado all’appuntamento con il direttore artistico di questa tv regionale e…

      …nasce “Emotiva” a canale 15 di Studio100 tv. In onda ogni sera in preserata.

      Il direttore artistico di Studio100tv non desidera semplicemente una psicologa ma, asserisce con fermezza in sede di prima conoscenza, una psicologa che sapesse condurre un programma tv e pertanto comunicare televisivamente. Guardando i miei video sui social, rimane colpito dalla mia capacità comunicativa accogliente e “televisiva”.

      Sono fiera di me. Ma non solo per quello che faccio.

      Sono fiera di me per ciò che divento mentre faccio. Accogliendo i miei ossimori, la mia moltitudine e la mia solitudine, il mio esser un po’ gotica e un po’ barocca.

      E ci respiro dentro…

      Oggi sono responsabile del Centro Cura Attacchi di Panico “Tra Corpo & Psiche” a San Giorgio Jonico e collaboro insieme a eccellenze pugliesi in ambito medico, psicoterapico, nutrizionale per aiutare le persone a riprendere in mano la propria vita!

      Dott. Orazio Lippolis

      Medico psichiatra, esperto in criminologia Dirigente Medico U.O.C. di Psichiatria ASL TA

      Dott.ssa Elisa Caramia

      Medico psichiatra, omeopata, agopuntore in formazione

      Mi sono laureata in Medicina e Chirurgia e specializzata in Psichiatria presso l’Università degli Studi di Bari ed iscritta all’Albo degli Psicoterapeuti. Successivamente a questi percorsi mi sono interessata di Medicine Complementari: ho completato la Scuola triennale di Omeopatia, Omotossicologia e Discipline Integrate dell’A.M.I.O.T. e ho frequentato corsi di floriterapia, kinesiologia, fitoterapia.

      Attualmente sto studiando Medicina Classica Cinese e Agopuntura.

      Sono appassionata di testi e tradizioni antiche, mi interessa il ruolo terapeutico delle fiabe popolari e della mitologia.

      Per quanto concerne l’attività libero professionale mi occupo, nell’ambito dei disturbi d’ansia, di Medicine non Convenzionali attraverso l’utilizzo della kinesiologia, della fitoterapia, della floriterapia, della omeopatia.

      Dott. Andrea Urso

      Biologo nutrizionista, dietista personal trainer, vicepresidente nazionale NutriProf

      Quella tra emozioni e cibo è una relazioni bilaterale: quello che mangiamo influisce sul nostro stato d’animo e le emozioni che proviamo influiscono sul nostro modo di mangiare. Cooper et al. (1998) ci dice che non riuscire a gestire gli stati d’animo negativi influisce notevolmente nella comparsa e nel perdurare dei disturbi del comportamento alimentare.

      Sono Andrea Urso Biologo Nutrizionista, dietista, in otre dieci anni di professione ho compreso che molto spesso è mente, lo stress, l’ansia che comandano il nostro modo di mangiare e viceversa.
      Un approccio multidisciplinare risulta la chiave vincente

      Dott. Roberto Decarolis

      Psicoterapeuta, istruttore Mindfulness MBSR

      Sono psicoterapeuta, consulente in psicologia dello sport, psicologo palliativista, istruttore del protocollo M.B.S.R.

      Mi sono iscritto al corso di laurea in Psicologia a 26 anni, prima ho sperimentato altro: mi sono iscritto a Ingegneria Elettronica (sono un Perito di Elettronica Industriale) ed ho lasciato dopo 3 anni, poi ho lavorato in un negozio, ho fatto il rappresentante e vendita diretta. Nella vita ho sempre sentito il bisogno di sperimentare cosa mi faceva stare bene per scegliere la mia ‘strada’.

      Finalmente, il 5 maggio del 1999, ho compreso la mia vocazione: diventare Psicologo. 3 anni prima avevo fatto un’esperienza di psicoterapia di gruppo durata 24 mesi che ha cambiato la mia vita.

      Sono diventato Psicologo ed essendo stato un calciatore per 20 anni nella categoria Dilettanti ho fatto un Master per diventare Consulente in Psicologia dello Sport.

      Nello scegliere la scuola di specializzazione per diventare Psicoterapeuta sentivo il bisogno di coinvolgere il corpo, non mi bastava lavorare solo sulla mente ed ho scelto l’approccio Umanistico e Bioenergetico.

      La Bioenergetica è la parte della Psicologia più vicina al corpo. Ma da tempo sentivo che anche questo non mi bastava e così ho conosciuto la meditazione Vipassana. Ho deciso di specializzarmi e sono diventato istruttore di un protocollo chiamato M.B.S.R. (Mindfulness Based Stress Reducion) che mi permette di lavorare con la meditazione.

      Tutto quello che propongo nel mio lavoro l’ho prima sperimentato sulla mia ‘pelle’, credo che prima di aiutare un’altra persona bisogna essere capaci di aiutare sé stessi.

      dott.ssa Mariella Pipoli

      Psicoterapeuta della coppia e Sessuologa

      Perché sono diventata psicologa psicoterapeuta? Fin da ragazzina ho sentito il desiderio di scoprire il modo più adatto che permettesse a chiunque di dare il meglio di sé… succedeva già con i compagni di scuola che non amavano studiare e scoprivo che ognuno aveva talenti diversi, che difficilmente emergevano finché esisteva un solo modo per guardare le persone… E quando, attraverso alcuni dei miei educatori, i più speciali, ho visto come la psicologia permettesse di trovare un senso più pieno e profondo nelle esistenze, allora ho iniziato a intravedere il mio percorso.

      Ho fatto entrare la Psicologia nella mia vita e, da quel momento, mi sono messa alla ricerca, che continua ancora oggi, delle migliori espressioni del benessere. Dopo la laurea, ho cercato una scuola di specializzazione in Psicoterapia che desse importanza non solo alla parola ma anche al corpo, perché iniziavo a scoprire quanto siano inscindibili tra loro le emozioni, i pensieri, le manifestazioni corporee…siamo un tutt’uno in quello che ci accade! Cosi ho scelto l’indirizzo Umanistico-Bioenergetico che, insieme a maestri e colleghi meravigliosi, mi ha permesso di trovare quell’unità mente-corpo che ricercavo e di guardare ogni persona nella sua totalità e unicità.

      E, man mano che sono andata avanti nel mio lavoro clinico, accompagnando tante persone nella comprensione delle loro difficoltà e del loro disagio, dall’ansia alla depressione, da una crisi motivazionale a un problema con il partner, ho individuato un tema che mi sta particolarmente a cuore, ovvero, le relazioni familiari, come “culla” in cui le dinamiche che accadono contribuiscono a dire chi siamo noi. Per questo ho scelto di ampliare il mio ambito professionale e la mia sensibilità personale con le specializzazioni in Psicosessuologia e in Psicoterapia della Coppia e della Famiglia (un modello sistemico-gestaltico italo-brasiliano) per potermi dedicare a 360° al benessere della persona e di queste nostre relazioni attraverso le quali siamo concepiti, nasciamo, ci formiamo, ci separiamo, realizziamo noi stessi, non una sola volta, ma ogni volta che scegliamo una nuova relazione o un nuovo modo di stare nelle stesse relazioni. E da quando sono diventata mamma, nella primavera del 2021, tutto questo ha un valore ancora più profondo per me.