La Regina degli Scacchi: tra genio e follia

Di relazioni ci si ammala.

Di relazioni si guarisce.

Si respira solitudine tra i rossi capelli di Beth…eppure nei suoi occhi si sente anche altro.

I traumi che ha vissuto la piccola Beth, influenzeranno la sua crescita.

Nel bene e nel male.

Da piccina, la sua curiosità e genialità, le permettono di sopravvivere ai grandi traumi.

Come?

Usando la testa, poiché fermarsi a sentire il cuore poteva esser lacerante per lei.

“Fu la scacchiera a colpirmi.
Esiste tutto un mondo in quelle sessantaquattro case.
Mi sento sicura lì.
Posso controllarlo, posso dominarlo ed è prevedibile.
So che se mi faccio male è solo colpa mia“.

Il modo che Beth ha per proteggersi da tutta la sua sofferenza è quello di non sentire emozioni, energizzando inconsciamente la sua logica, razionalità,  genialità.

 E gli scacchi diventano il suo strumento.

E’ la sua ossessione per gli scacchi a renderla unica, a renderla Regina degli Scacchi?

Beth sembra autodistruggersi, tra abuso di alcol e farmaci, si isola sempre di più….

Eppure.

Eppure c’è un punto cruciale nella sua glaciale tormentata vita.

Se di relazioni si è ammalata, di relazioni guarisce.

No, non preoccuparti, non svelo il finale, tuttavia Beth a un certo punto, a modo suo, ha il coraggio di andare oltre la scacchiera, quel mondo illusoriamente protetto che si era creata.

Si immerge nel suo passato, lasciandosi aiutare dalla sua amica, potrei dire sorella, di infanzia che, in tutti questi anni l’ha seguita da lontano.

Rivede con nuovi occhi, i luoghi, le persone che l’hanno accolta subito dopo i traumi infantili…e la sua prima partita a scacchi con il suo primo maestro, il custode dell’orfanotrofio, il signor Shaibel, un uomo di pochissime parole, apparentemente burbero ma fu un gran sostegno per la piccola Beth.

Ecco, qui arriva il punto cruciale per Beth.

Lacrime. Le prime lacrime di Beth.

Le sue emozioni iniziano a fluire…

Nonostante tutto il suo vissuto, Beth sente dentro di sé che ci sono state persone che, ognuno a modo proprio, le hanno voluto bene, anche a distanza, ed hanno desiderato la sua felicità…

Non è questo forse il bisogno primario di tutti noi esseri umani?

…e poi il gran finale, che è un nuovo inizio.

Consiglio questa miniserie se vuoi immergerti nelle trame della complessità della vita umana, intesa come ricchezza di emozioni, pensieri, scelte…perché se di relazioni ci si può ammalare, di relazioni si può guarire.

About Mariella Bruno

Mariella Bruno è psicologa e psicoterapeuta nella provincia di Taranto, Puglia, Italia.